L’ultimo trovatore in lingua veneta della terra di Arzignano

SEVERINO CHIARELLO MONFORTE

Biografia

About Me

Di umili origini, Chiarello ha amato la cultura e le tradizioni, dedicandosi allo studio, alla ricerca e alla poesia.Ha fondato la prima radio della zona (radio Aldebaran) ed ha svolto l’attività di cartolibraio nel suo negozio di Arzignano.Nel 1949 scrive la sua prima poesia in dialetto “Burattini” e la fa leggere al direttore culturale della scuola di Antonio Pellizzari che la apprezza e la invia, all’insaputa dell’autore, a “Musa Triveneta” una rivista poetica locale, cha la pubblica incoraggiando così Severino a continuare a scrivere.
La nascita in casa della prima figlia gli ispira una nuova poesia dedicata alla figura dell’ostetrica a quel tempo molto famosa ed apprezzata dalle donne che lei aiutava a partorire in casa : “La Comare”.

Severino Chiarello Monforte

Timeline

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1923

Nasce ad Arzignano il 14 Giugno del 1923 da Giovanni Chiarello Monforte e da Regina Zonta di Chiampo.

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1933

Il primo evento della Sua vita, per lui meritevole di ricordo, è legato ad una richiesta della madre, donna di grande fede religiosa, che chiede al marito di potersi recare a Roma con la famiglia per l’Anno Santo del 1933. Lui racconta e inizia a scrivere in occasione del viaggio.

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1936

A 13 anni scopre un’altra sua grande passione la musica ed inizia a frequentare la casa del maestro Nardi ad Arzignano dove impara i primi rudimenti del violino assieme ad altri ragazzi.

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1945

Nella Piazza di Arzignano, durante la smobilitazione delle armi, Severino viene notato dalla donna che gli starà accanto per tutta la vita e che gli darà 7 figli: Rosalia Garatti;

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1963

Lavorerà alla Pellizzari sino al 1963 poi aprirà una cartoleria in Piazza Marconi ed è in quel periodo che, trasferitosi nella zona dell’Asilo Bonazzi, salva dalla demolizione l’antica colonna del 400 che sorreggeva il Grifo 

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1985

Il primo libro pubblicato è “La lunga notte dell’Epifania” segue poi, nel 1985, “Vita da Prete”. Per scrivere il primo dei due Severino passa 6 mesi a Durlo col suo amico Giorgio Temolo che lo consiglia e lo rincuora; ad un certo punto della sua vita, infatti, sente il bisogno di riunire in volumi parte delle sue poesie legate da un filo comune.

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2010

Severino Chiarello Monforte ci lascia il 23 Settembre 2010

IL LATO PARTIGIANO DI SEVERINO

Severino Chiarello detto Gabrio

Il 9 settembre, dopo l’armistizio, scappa e torna a casa a piedi.
Si nasconde in casa per un mese perché ricercato. Si iscrive allora ad un servizio per i lavoratori del regime che permetteva di non ritornare al fronte.
Guadagna la stima dei suoi superiori e viene inviato a costruire trincee a Cassino dove subisce i grandi bombardamenti. Riprende la via della fuga e viene cosi inserito nella lista dei disertori. Da Cassino in un mese e mezzo, camminando di notte per sfuggire ai tedeschi, arriva a Campofontana dove si aggrega alla brigata partigiana capitanata dal famoso Bepi Marosin.
Riesce anche a conoscere Antonio Giuriolo, il tapitan Toni arzignanese morto a  il 12 dicembre 1944 dove si trovava con la sua brigata partigiana.
Quando Marosin va a Milano Severino non lo segue e si aggrega alla brigata Rossetti combattendo nelle zone di Campofontana  sino alla liberazione.
Nella Piazza di Arzignano, durante la smobilitazione delle anni, Severino viene notato dalla donna che gli starà accanto per tutta la vita e che gli darà 7 figli: Rosalia Garatti.

La sua scelta di schierarsi dalla parte dei combattenti per la libertà e la giustizia nel periodo difficile dell’ occupazione tedesca del nostro Paese, appoggiata dai repubblichini di Salò. Prima nella formazione Pasubio di Giuseppe Marozin e poi nella brigata Rosselli della divisione Vicenza, GABRIO si è impegnato nella Resistenza per sconfiggere il dominio nazifascista.

Dopo la Liberazione, Severino è stato per anni segretario dell’’industriale illuminato Antonio Pellizzari, aperto alla cultura e alla musica. 
E’ stato per molti anni un socio attivo della Pro Loco, promuovendo valide iniziative sulla storia delle popolazioni della Valle del Chiampo; ha creato l’’Associazione etnografica della Valle; si è dedicato all’’indagine archeologica del territorio, riportando alla luce importanti resti di epoca longobarda nella zona di Costo.

Il suo animo di poeta popolare si è rivelato in molteplici liriche, raccolte in pubblicazioni semplici, diffuse nelle Scuole e fra gli amici. Negli incontri con gli studenti della sua città Severino recitava le sue poesie, richiamava gli usi e i costumi dei tempi passati e parlava della Resistenza per educarli alla libertà e alla democrazia.
Era sempre in prima fila nelle manifestazioni ad Arzignano, a Chiampo e a Selva di Trissino, con la bandiera della Sezione ANPI di Arzignano dedicata a Sergio Caneva, in divisa da marinaio, con il fazzoletto tricolore della sua associazione partigiana al collo.

IL LATO COMMERCIANTE DI SEVERINO

Severino e il lavoro

Dopo il matrimonio vivono coi suoceri di Severino dove nasce la prima figlia.
Si trasferiscono poi all’interno della rocca del castello dove vivranno, grazie all’ospitalità del parroco per 4 anni.
La vita al castello si svolge tra covate di colombi, allevamenti di galline, vendite di uova ; nel frattempo nasce anche il secondo figlio e le mura del maniero fanno da sfondo ai concerti di violino che ogni sera Severino dedica alla famiglia.
Nel frattempo la sua vita lavorativa prosegue alle officine Pellizzari dove viene stimato e apprezzato da Antonio Pellizzari che lo utilizza anche come suo segretario personale. E’ l’ultima persona che ha parlato con lui prima della sua morte rematura avvenuta nel 1958.
Lavorerà alla Pellizzari sino al 1965 poi aprirà una cartoleria in Piazza Marconi.
In quel periodo vive nella zona dell’Asilo Bonazzi ed è lui che salva dalla demolizione l’antica colonna del 400 che sorreggeva il Grifo (ora al Parco dello Sport ndr).

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