L’ultimo trovatore in lingua veneta della terra di Arzignano

Ricercatore

Il lato archeologico

Un’altra grande passione nella vita di Severino è l’Archeologia.
Ricercando punte di freccia, trova presso l’Altura di Arzignano, nella zona dietro l’attuale cimitero, degli scheletri con dei corredi funerari riconosciuti poi, da archeologi del museo di Verona, come scheletri di soldati longobardi.

Chiama il prof. Ettore Motterle che a sua volta informa immediatamente la soprintendenza delle belle arti. Alla fine porteranno alla luce le sepolture di 17 Guerrieri Longobardi complete di arredi, tutte ora conservate al museo di Verona.
Purtroppo Arzignano non è stato sensibile a queste scoperte e solo il museo locale di Montecchio Maggiore ospita qualcuno di questi resti.

NELLA zona di tezze

Insediamenti romani

Severino lascia i Longobardi agli esperti e si trasferisce nella zona delle Tezze ricca di resti di insediamenti romani o imperiali trovati nella località e scavando vicino ad un’altra cava abbandonata in località Canove, nella frazione Costo, scopre una grande pietra squadrata che si rivelerà essere, dopo le verifiche della Soprintendenza, parte di un’opera idrica di epoca imperiale.

IN Memoria

Il Museo Etnologico Etnografico della Valle del Chiampo

Con l’aiuto del prof. Boscardin e del Comm. Fracasso viene creata l’associazione etnologica ed etnografica. Parte del materiale raccolto nel tempo da Severino e dai membri dell’Associazione, è stato esposto nel Museo Etnologico Etnografico della Valle del Chiampo inaugurato nel Maggio 2010 alla presenza di Severino e che l’Amministrazione Comunale titolerà alla sua memoria il 29 Ottobre 2011 con una cerimonia allo svolgimento della quale la Pro Loco darà il Suo contributo attivo.

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